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Mi sentite spesso ripetere di quanto io sia stata fortunata ad incontrare persone interessanti sui Social, a furia di dirlo dovrete per forza credermi. Sapete bene che amo viaggiare, visitare posti nuovi e stravolgere per qualche giorno le mie abitudini adattandole a quelle del luogo. Abitudine questa, che oltre ad avermi regalato mille emozioni, mi ha fatto conoscere Sonia e Fabrizio di Easy Zanzibar.

La loro è una missione vera e propria, ti mostrano Zanzibar con gli occhi di chi conosce ogni metro di quest’isola, ti raccontano dei sapori, degli odori e persino dei rumori. Ti portano in luoghi magici e ti offrono diverse vedute di ognuno di questi. All’inizio guardi le loro fotografie, ti immagini su quella spiaggia, sotto l’ombra di una palma e con il tuo buon cocktail, e tutto è molto bello. Poi ti incuriosisci, e allora cominci a leggere ciò che scrivono di Zanzibar e di come quest’isola sia entrata nelle loro vite e l’abbia stravolta. Succede qualcosa, t’innamori di un tramonto, t’innamori di una sensazione e vuoi sempre saperne di più. Ho conosciuto Sonia e Fabrizio così ed auguro a tutti coloro che sperano, un giorno, di visitare la meravigliosa isola delle spezie, di avere la stessa fortuna di incontrarli.

Condividere le idee, inizia tutto da qui

-” Ciao Giorgia, sono Sonia!”

-” Sonia ciao, come stai? che bello sentirti.”

-” Io sto bene, benissimo! Anzi, ho un progetto da raccontarti. Ti disturbo ora? “

Sonia ha la voce calda e posata, si sente l’accento milanese, è chic. Io ho la voce “frizzante”, come dice la mia mamma e seppur m’impegni a parlare italiano, ho le tipiche uscite di una ragazza romana. Non mi disturba affatto la sua chiamata. Parliamo per ore. Sembrano volare. Entrambe siamo un vulcano di idee e creatività, siamo stimolate l’una dall’altra, entusiaste di ciò che sta per nascere tra noi.

Valorizzare le idee, un passaggio fondamentale

Tutto fila liscio, il feeling tra noi tre è immediato. Sarà perché c’è stima reciproca, sarà perché ci fidiamo delle nostre capacità. La chat Whatsapp si allunga sempre di più, è piena di foto, piena di spunti e di appunti. Sonia e Fabrizio hanno trovato il nome della collezione. Mi chiama Sonia per raccontarmi.

-” Collezione Upendo, cosa ne pensi?”

-” Mi piace questo nome, suona bene Sonia. Ma che vuol dire Upendo?”

-“Upendo in lingua Swahili vuol dire amore. Nel nostro caso sarà l’amore per questa terra, per i ricordi che ci ha lasciato e l’amore nel trasmetterlo attraverso le tue creazione artigianali. Ti piace?”

-” Sei un genio Sonia! E’ perfetto”

Trasformare le idee in creazioni vere e proprie

E’ risaputo, quando dai un nome alle cose, le cose diventano importanti. La collezione ha un nome ora, dunque è importante e devo impegnarmi, penso io. Mi faccio prendere dall’ansia, come sempre d’altronde, penso che si tratti di una cosa grossa, loro sono dei veri professionisti del settore, io una piccola, che dico, piccolissima artigiana. Apprezzeranno davvero ciò che creerò per loro? E’ ora di mettersi a lavoro.

Raccolgo i materiali che mi occorrono, preparo il tavolo da lavoro, inizio a impostare le lavorazioni. L’ansia non c’è più. Sono nel mio laboratorio e l’ansia è sparita. So quello che faccio, pure se non credo mai in me stessa, le mie mani si muovono senza bisogno di tenere accesa la mente. Metto la musica, “Alexa, riproduci brani di Norah Jones “, è la mia cantante preferita. Sto plasmando rame e legno, sono i miei materiali preferiti. La playlist è finita, come pure le due creazioni di questa collezione. E’ ora di impacchettarle e di inviarle a Sonia e Fabrizio. Passa un’altra ora perchè ad impacchettare sono proprio lenta. Mi piace prendermi il tempo che serve a far sembrare i miei pacchi confezioni regalo. Sono convinta che dal momento che il corriere ti consegna il materiale, debba iniziare un momento magico.

E’ tutto pronto, prenoto il ritiro. Mando il codice tracking a Sonia e le confermo che il giorno seguente lo riceverà. Il pacco arriva e Sonia, attenta e premurosa, mi manda subito un messaggio vocale:

-“Ciao Giorgia, io e Fabrizio vogliamo farti i complimenti. Abbiamo aperto tutto ed è tutto molto molto bello!”

Fine prima parte.